LA VERNACCIA

La Vernaccia di Pietrafitta

La fama del vitigno e del vino VERNACCIA di SAN GIMIGNANO – che è in realtà originariamente la VERNACCIA DI PIETRAFITTA – risale indietro nei secoli ed è testimoniata da numerosi documenti storici, Atti Ufficiali e brani di letteratura. L’introduzione nell’area di San Gimignano intorno al 1200 è attribuita principalmente al ligure Vieri de’ Bardi, mentre pare furono Zanobi e Angiolo de’ Bardi, eredi di Vieri, a sviluppare la coltivazione del prezioso vitigno. Alcune fonti discordi sostengono, d’altra parte, che un tale Perone Peroni, proveniente dalla Grecia, l’avrebbe piantato per la prima volta a Pietrafitta nel 1280. Questa tesi si scontra tuttavia con le evidenze rinvenute negli “Ordinamenti della Gabella del Comune di San Gimignano” del 1276, che testimoniano il fiorire del commercio della Vernaccia, divenuta presto celebre sulle tavole dei nobili e dei ricchi di Toscana, e poi nel resto d’Italia. Le imprecisioni sulle origini nascono dal fatto che la Vernaccia ligure e il Vino Greco venivano prodotti contestualmente nel territorio comunale.

Il pregio del vino Vernaccia è strettamente legato all’ambiente che lo produce: una somma di fattori che vanno dalla natura del terreno, misto di sabbia e tufo bianco solcato da profondi filoni di argilla, proprie delle plioceniche colline di Pietrafitta, alla media altezza delle colline, al clima asciutto di queste distese aperte ai venti tenui delle valli dell’Elsa.

Il vitigno sprigiona germogli cotonosi sfumati in viola, che copre con foglie quinquolobate dai seni stretti e profondi grappoli conici, saturi di acini rotondi, avvolti da una buccia giallo-dorata. Ha bisogno di cure attente e solerti, per offrire un vino generoso, alcolico, asciutto, leggermente amarognolo, vellutato, invecchiato in botti di rovere nelle profonde cantine scavate nel tufo delle pendici sangimignanesi. “E’ questo insomma, dice il Targioni-Tozzetti (Rel. Fi, 1774), un vino bianco, anzi con tanto poco colore, che par acqua, e al palato riesce gentile”, Vincenzo Coppi nel 1690, lo definisce nei suoi Annali “vino bianco delicatissimo, che fa nel territorio sangimignanese uno dei migliori e più grati vini che si facciano in Italia” .

Frutto di una tradizione quasi millenaria, la Vernaccia di San Gimignano è un bianco unico sia per le caratteristiche sensoriali che per le vicende storiche che l’hanno accompagnato. Può essere considerato il più antico vino italiano tra quelli a denominazione di origine controllata.

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